MedioBacna - Archivio Storico Vincenzo Maranghi

Francesco Cìngano

Nacque il 28 settembre 1922 a Bondeno (Ferrara), ma le sue radici erano inconfondibilmente venete: padre padovano e famiglia originaria di Limena, una cittadina a due passi dal capoluogo. Nella sua Padova fece gli studi classici e conseguì la laurea in giurisprudenza nel 1946. Sempre nella sua città conobbe Bruna Carisi che sposò nel 1949. L’impiego nella Banca Commerciale Italiana nacque da uno di quei sondaggi che le aziende fanno presso le Università alla ricerca dei bravi neolaureati.

La carriera si sviluppò inizialmente nella sede padovana dove fu assunto un mese prima di conseguire la laurea; nel 1947 fu trasferito a Milano, al servizio filiali italiane, dove passò sotto le cure dell’amministratore delegato Corrado Franzi. Fu questo a presentarlo a Raffaele Mattioli, il quale prese a volergli bene e ad apprezzarlo sia nel lavoro tecnico, sia nei saggi di varia cultura che scriveva su Belfagor, la rivista di Luigi Russo, su Stato Moderno di Mario Paggi e sul Mondo di Pannunzio. Nel 1951 fu inviato a Torino (vice direttore di sede) e nel 1954 a Udine (direttore di sede). Nel 1959 fu mandato da Mattioli a dirigere la sede di Casablanca della Comitfrance, dove rimase sino alla fine del 1962, quando rientrò in Italia con il rango di direttore della sede di Milano. Qui l’avanzamento fu rapido: condirettore centrale nel  dicembre 1965, direttore centrale preposto al servizio filiali italiane nel dicembre 1966, poi, nel giugno 1967, amministratore delegato. Il periodo di servizio in Comit fu di 42 anni, gli ultimi 21 come amministratore delegato prima e Presidente poi. La permanenza di Cìngano al comando della Comit fu seconda per durata solo a quella di Raffaele Mattioli.

Nell’aprile 1988 fu chiamato alla Presidenza di Mediobanca, dopo esserne stato consigliere e membro del comitato esecutivo dal 1973. Successe ad Antonio Maccanico che, dopo aver favorito la privatizzazione dell’istituto, si era dimesso per divenire ministro nel governo De Mita. La nuova carica comportò per Cìngano anche l’assunzione della vice presidenza delle Assicurazioni Generali, nel giugno 1990, e la Presidenza dell’Istituto Europeo di Oncologia (un’iniziativa voluta da Enrico Cuccia) nel dicembre 1989 quando successe in tale carica a Paolo Baffi. Anche in Mediobanca Cìngano resse a lungo la Presidenza: 15 anni, la più longeva dopo quella di Adolfo Tino.

Francesco Cìngano mancò nel suo ottantunesimo anno il 10 maggio 2003.

Fonti su Francesco Cìngano:

Ricordo di Francesco Cìngano; Annali della Fondazione Ugo La Malfa, vol. XIX 2004 (con scritti di F. Cìngano, F. Coltorti, R. Zorzi e C. Scibilia).

Natalino Irti, Girolamo Arnaldi, Gabriele Galateri di Genola, Antonio Maccanico, Per Francesco Cìngano. Ricordi e testimonianze; Istituto Italiano per gli Studi Storici, Napoli 2005.